Il bar dello sport

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Bar del Prete, Casa del Popolo, Bar Sport o Bar delle mura, Bar Garden, Bar Giambellino (diventato poi Ciambellino per la rottura dell’insegna), Bar di Dina, Bar della Loggia o Bar di Roberto, ogni bar identificava una tipologia di clientela.
I nomi che ho citato, veri o “derivati” che fossero, erano quelli con i quali venivano chiamati dalla gente.
La prima domanda per conoscere una persona era: “di chi sei figlio ?” (rigorosamente in dialetto), mentre la seconda era: “vai nel bar … ?” (sempre rigorosamento in dialetto).
Da bambino ricordo quando la domenica pomeriggio andavo al Bar di Dina con mio padre per conoscere i risultati del Solarolo calcio, mentre la sera l’appuntamento era al Garden (con quelle fantastiche sedie con la struttura in ferro arancione e gli appoggi in plastica gialla) per parlare invece delle corse in bicicletta, o per sentire le storie dei cacciatori e dei pescatori.
Da questo ricordo sono partito per dedicare una pagina al bar della sport, inteso come luogo aperto a tutti.

La Piazza

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La piazza: quale luogo migliore per confrontarsi ?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Per piazza in urbanistica si intende un luogo racchiuso all’interno di un centro abitato, più largo delle strade che vi convergono, in maniera che si crei un spazio di raccolta. La piazza ricopre svariate funzionalità: può fungere da parcheggio per la sosta dei veicoli, da mercato per ospitare i venditori ambulanti; la piazza centrale il più delle volte coincide con il luogo dove si affacciano gli edifici principali sede del governo della città o quelli religiosi; le casistiche sono innumerevoli. Tuttavia gli aspetti fondamentali di una piazza possono essere indicati in uno spazio aperto, prerogativo della città, circondato da edifici in genere di valenza pubblica, fornisce ritrovo fra le persone di una collettività urbana, in essa si svolgono funzioni che interessano le persone che vivono in quel momento la città ed in base alla sua importanza sarà più o meno frequentata.

Nel mondo antico le città svolgevano un ruolo primario nel territorio in quanto rappresentavano il potere e la politica che spesso erano caratteristiche esercitate dal popolo e quindi una prerogativa della cittadinanza, inoltre erano anche il luogo del commercio e degli scambi e lo spazio all’interno di esse che rappresentava questi aspetti era appunto la piazza. Infatti possiamo vedere che nell’antica Grecia la piazza, che si chiamava Agorà, era oltre il ‘centro’ del potere religioso e commerciale della città soprattutto il luogo simbolo della democrazia del paese, tant’è che vi si riuniva l’assemblea della polis per parlare di politica.
L’urbanistica e l’edificazione delle città nell’antica Roma erano molto importanti per i motivi sopra citati, ma in più dovevano svolgere anche il ruolo di monumento della civiltà romana così che fosse anche nei luoghi remoti dell’impero forte la presenza della cultura latina. Nasce così il concetto di città ideale (che ben ci riferisce Vitruvio) che doveva rispettare l’ imago urbis di Roma e quindi doveva aver sempre nelle sue costruzioni le strutture tipiche del mondo romano: terme, anfiteatro, teatro, baislica, tempio e foro, che così codificato era più facilmente esportabile. Questo modello della cultura romana la quale molto prende da quella ellenica, la piazza centrale rappresentava come nell’Agorà il fulcro della vita della comunità, ma anche il suo simbolo e quindi doveva essere maestosa e pulita quindi assumeva dimensioni elevate, doveva essere costruita con un porticato e connessa al tempio assumendo così anche il ruolo di vero centro geometrico della città storica, veniva chiamata Foro.

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